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Pensione Quota 103: quanto si perde nel 2023 rispetto alla pensione Fornero

 Pensione Quota 103: quanto si perde nel 2023 rispetto alla pensione Fornero

A seguito della pubblicazione della nuova Legge di Bilancio 2023, sono in tantissimi i lavoratori che quest’anno potrebbero presentare domanda per accedere alla Pensione Quota 103, ma si ritrovano a domandarsi se conviene.

Infatti, tra le domande ormai che vengono poste sempre più di frequente dai lavoratori prossimi al pensionamento c’è: quanto si perde nel 2023 con la Pensione Quota 103?

Vale la pena chiarire che: a parità di contributi, l’accesso alla pensione anticipata attraverso la formula della Quota 103 non risulta essere meno conveniente rispetto a quello concesso con la pensione anticipata ordinaria con la Legge Fornero.

Tuttavia, c’è ancora non poca confusione tra i lavoratori che quest’anno potrebbero prendere la decisione di fare richiesta per ottenere il riconoscimento della Pensione Quota 103. Per questo è importante capire perché questa formula non è così svantaggiosa rispetto a quella anticipata ordinaria, prevista dalla Legge Fornero.

Pensione Quota 103: il confronto con la Fornero

Per capire più nel dettaglio quali sono le differenze che sussistono tra la Pensione Quota 103 e la Pensione anticipata ordinaria predisposta dalla Legge Fornero è quindi giusto fare un confronto tra le due formule di pensionamento, al fine di chiarire ogni dubbio.

Per quanto riguarda la pensione Quota 103, vale la pena ricordare che, l’accesso a questa tipologia di pensionamento anticipato viene garantito esclusivamente nei confronti di quelle persone che hanno almeno 41 anni di età contributiva.

Tuttavia, nei casi in cui il lavoratore, con contributi superiori rispetto al limite minimo richiesto, presenta la domanda per accedere alla pensione Quota 103, l’assegno previdenziale sarà effettivamente calcolato prendendo in considerazione i contributi versati al momento del termine del lavoro.

Per quei lavoratori che rientrano in questa situazione, valutare quale sia la formula di pensione anticipata più conveniente tra Pensione Quota 103 e Pensione Fornero presuppone una differenza davvero minima. Si tratta, infatti di una differenza di pochi mesi di contributi che saranno considerati ai fini del calcolo dell’assegno previdenziale.

Questo è dovuto al fatto che con la pensione anticipata ordinaria prevista dalla Legge Fornero, il cittadino è tenuto a lavorare fino alla fine dell’anno. Per tale motivo, potrebbero esserci, a seconda della data in cui presenta la richiesta di pensionamento, pochi mesi di contributi in più che saranno considerati per il calcolo del trattamento previdenziale.

Cosa considerare tra Pensione Quota 103 e Pensione Fornero

Se da un lato nei casi in cui ci sono cittadini che potrebbero godere delle medesime possibilità di accesso sia con la Pensione Quota 103 che con la Pensione Fornero, anche per quanto riguarda l’importo dell’assegno previdenziale, dall’altro in alcune situazioni potrebbe essere opportuno valutare un altro aspetto.

Stiamo parlando della questione del cumulo dei redditi tra i redditi da pensione e quelli da lavoro.

Infatti, prima di presentare la domanda e scegliere tra la Pensione Quota 103 e la Pensione Fornero vale la pena valutare il fatto che con la Quota 103 non si potrebbe continuare a lavorare dopo il compimento dei 67 anni di età.

Al contrario, con la pensione anticipata ordinaria, prevista dalla Legge Fornero, il cittadino può godere della possibilità di cumulare i redditi previdenziali e lavorativi, senza incorrere in alcuni tipo di problema.

Pensione Quota 103: non si può avere più di 2.000€ al mese

Un altro aspetto che bisogna sicuramente prendere in considerazione riguarda sicuramente quei lavoratori che, al momento della presentazione della richiesta di pensionamento, sanno che potrebbero ottenere un assegno di pensione mensile particolarmente elevato.

Se si rientra in questa categoria di persone, allora, vale la pena anche considerare il fatto che la pensione con Quota 103 prevede anche il rispetto di alcuni limiti per quanto riguarda gli importi dell’assegno.

In particolare, l’assegno della pensione lorda non potrà essere superiore a cinque volte l’importo del trattamento minimo INPS.

Cosa significa? Vuol dire che i cittadini che preferiscono accedere alla pensione con Quota 103, anche se avrebbero avuto diritto ad avere una pensione più alta, dovranno sottostare a tale limite che prevede una pensione lorda massima pari a circa 2.800 euro al mese, ovvero circa 2.000 euro netti.

Qualora dovesse spettare effettivamente un assegno di pensione più alta, questa categoria di pensionati con Quota 103 dovrà attendere il compimento dei 67 anni, prima di allora riceverà un importo più basso.

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